Descrizione
Il pepe del Sichuan, che prende il nome dalla provincia cinese del Sichuan, è una piccola bacca prodotta da alcune piante del genere Zanthoxylum, utilizzata in Asia come spezia e medicamento. Il nome pepe è dovuto al fatto che la bacca può ricordare la bacca di pepe nero, ma tra le due spezie non intercorre alcuna relazione tassonomica.
Nomi volgari
In Occidente è conosciuto con diversi nomi, il più comune dei quali è pepe del Sichuan o fiore di pepe. È noto anche come pepe fiorito (dal nome cinese) oppure fagara (dal Zanthoxylum fagara, pianta diffusa in Florida). Sul mercato si trova anche con altri nomi, a seconda del paese di provenienza: pepe cinese, pepe giapponese o sansho, pepe nepalese, pepe-limone indonesiano.
In Cina è conosciuto come huājiāo (花椒 pepe fiorito) e come shānjiāo (山椒 pepe di montagna, da non confondere con il pepe di montagna della Tasmania). In Nepal è chiamato timur. In Tibet è chiamato gyer ma o e-ma o kham. In India è chiamato in diversi modi a seconda della lingua della regione: in lingua Konkani è detto tepal o tirphal mentre nelle regioni di Maharashtra, Karnataka e a Goa è conosciuto come teppal. In Giappone viene chiamato sanshō (山椒) da un riadattamento del termine cinese shānjiāo, le foglie intere delle pianta sono chiamate kinome (木の芽). In Corea è chiamato chopinamu
Uso culinario

Il pepe del Sichuan non è pungente come il pepe nero o piccante come il peperoncino, ma presenta un leggero aroma di limone e lascia in bocca un leggero intorpidimento (causato dall’alchilammide polinsatura sanshoole derivati). A differenza del vero pepe i semi interni vengono scartati e si usano solo i gusci che li contengono.
Nella cucina cinese si accompagna spesso allo zenzero e all’anice stellato. Viene utilizzato nei piatti a base di pesce, anatra, pollo e con le melanzane fritte. Si può trovare spesso sotto forma di olio di pepe del Sichuan che è utilizzato, assieme a zenzero, zucchero di canna e aceto di riso, nella preparazione dei tagliolini fritti.
Il pepe del Sichuan è un importante ingrediente delle cucina tibetana e bhutanese. Viene utilizzato assieme ad aglio, zenzero e cipolla per aromatizzare piatti di carne, soprattutto suine.
In Giappone è utilizzato in tagliolini, zuppe e piatti di pollo. Si usano anche le foglie intere della pianta (kinome) per aromatizzare pietanze vegetali, soprattutto germogli di bambù, e decorare zuppe.
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