Il tè verde si beve in Cina da più di 4500 anni. I monaci buddisti lo hanno introdotto in Giappone e da lì nel 18° secolo ha poi raggiunto l’Europa.
Il tè verde e il tè nero, sono ottenuti dalla medesima pianta. Dopo che le foglie sono state raccolte, quelle utilizzate per il tè verde, vengono accuratamente disidratate ed essicate. E’ molto importante che, durante questo processo, non si rompano così da mantenere il suo colore e molte delle sue proprietà benefiche.
La medicina orientale, considera il tè verde come un vero toccasana per disturbi sia fisici che mentali. Si dice che il tè verde purifichi lo spirito. Una delle principali ragioni è che il quantitativo di caffeina in esso contenuto è sensibilmente inferiore rispetto a quello del tè nero.
La combinazione di caffeina e di teina stimola la mente in modo piacevole e non altera la circolazione. Nel caso del tè verde l’infusione può essere ripetuta diverse volte senza lasciare però che le foglie, tra una infusione e l’altra, si secchino completamente.
Il tè verde, molto conosciuto per i suoi effetti benefici sull’organismo umano e soprattutto per la sua azione antiossidante, si ottiene sottoponendo le foglie di tè a un processo termico detto “stabilizzazione”, che può essere eseguito con calore secco (tostatura) o calore umido (vaporizzatura). Il tè verde è la seconda bevanda più consumata al mondo. Il suo utilizzo ha origini molto antiche: utilizzato in Cina, ha avuto rapida diffusione in Giappone durante la dinastia Song e da allora è la prima bevanda di questo paese, dove viene considerato una vera e propria “medicina per lo spirito e per il corpo”. Servito caldo durante i pasti in sostituzione dell’acqua, ha infatti la notevole capacità di migliorare la funzionalità digestiva e intestinale.